Simone Viburni.

La Psicologia della Condivisione e l'Ombra del Marketing Virale

Il marketing virale, focalizzato sulla massima diffusione dei contenuti, si basa su principi psicologici che guidano il comportamento umano.

Indice dei contenuti

Introduzione

Nel panorama digitale contemporaneo, il marketing virale si è affermato come una potente strategia pubblicitaria che sfrutta la condivisione rapida dei contenuti online.
Questo fenomeno è strettamente intrecciato con la psicologia della condivisione, un ambito che comprende il bisogno di appartenenza, l’espressione dell’identità e la ricerca di riconoscimento sociale.
Purtroppo non tutti i brand realizzano campagne virali in modo etico e responsabile, al contrario, sfruttano le vulnerabilità degli individui per incrementare i propri profitti.

I vantaggi del marketing virale

Il marketing virale offre diversi vantaggi per un brand quando viene implementato efficacemente. Il vantaggio principale è quello di ottenere una visibilità ampia e potenzialmente globale senza dover investire ingenti risorse finanziarie.
La costruzione di una campagna cosiddetta “virale”, spesso richiede creatività e innovazione e incoraggia i brand ad adattarsi nel rispondere alle tendenze e alle esigenze del mercato.

La psicologia della condivisione

La psicologia della condivisione è il motore del marketing virale e affonda le sue radici su 3 fattori psicologici che guidano il comportamento umano.

  1. Bisogno di appartenenza;
  2. Bisogno di esprimere l’identità;
  3. Ricerca di riconoscimento sociale.

Tuttavia, un’inflazione di questi bisogni rischia di portare alla disgregazione dell’individuo anziché favorire la sua individuazione, facendo emergere il loro aspetto ombra.

La corsa frenetica per essere accettati condividendo contenuti popolari, conduce alla perdita della propria identità autentica, facendo sì che le persone si identifichino unicamente con ciò che è accettato o di tendenza.

L’ombra del Marketing Virale

Il bisogno di appartenenza, il desiderio di esprimere l’identità e la ricerca di riconoscimento, se non bilanciati o gestiti correttamente, possono comportare conseguenze dannose sull’individuo e sulla società, trasformandosi in una sorta di “virus” sociale.

Il bisogno di appartenenza ad esempio spinge le persone a conformarsi e adattarsi eccessivamente alle aspettative del gruppo o della società.
Questa pressione sociale sta portando ad un’omologazione, dove le persone sacrificano la propria autenticità per adeguarsi agli standard o ai modelli comportamentali imposti dall’esterno.

La pressione costante per conformarsi a standard elevati o per mantenere un’immagine positiva online, influenza negativamente il benessere complessivo dell’individuo, generando stress e ansia.

Contrastare l’omologazione attraverso la connessione emotiva

Alcune campagne virali hanno dimostrato come sia possibile contrastare l’omologazione, attingendo agli archetipi per trasmettere messaggi, valori e ideali che si ricollegano alle aspirazioni e all’identità del pubblico, facilitando una connessione emotiva e un coinvolgimento profondo.

1. Archetipo dell’Eroe:
Apple “Think Different”: Celebra figure iconiche e rivoluzionarie, suggerendo che chi pensa in modo diverso può cambiare il mondo.
Nike “Dream Crazy”: Mostra individui coraggiosi che superano le avversità, ispirando altri a perseguire i propri sogni nonostante le sfide.

2. Archetipo del Saggio:
Google “Year in Search”: Rappresenta un archetipo saggio mostrando eventi significativi e rilevanti nel corso degli anni, offrendo riflessioni e apprendimenti.

3. Archetipo della Vergine:
Dove “Real Beauty Sketches”: Cerca di ispirare autostima e accettazione di sé, incoraggiando le donne a riscoprire la propria bellezza intrinseca.

4. Archetipo del Guerriero:
Always “Like a Girl”: Sfida gli stereotipi di genere, incoraggiando le ragazze a essere forti e fiduciose.

In Sintesi

Il marketing virale, radicato nell’era digitale, ha dimostrato la sua potenza nell’innescare una diffusione virale dei contenuti online, intersecandosi strettamente con la psicologia della condivisione.
Tuttavia, non tutti i brand abbracciano in modo etico questa strategia, e talvolta sfruttano le fragilità delle persone per incrementare i profitti, facendo emergere l’ombra del marketing virale, trasformandolo in un vero e proprio virus sociale.

Al contrario, alcune campagne virali ci hanno mostrato un’altra via:
Attraverso l’utilizzo degli archetipi come quello dell’Eroe, del Saggio, della Vergine e del Guerriero, queste campagne trasmettono messaggi che risuonano con le aspirazioni e l’identità del pubblico, creando una connessione emotiva e un coinvolgimento profondo.

Questi brand hanno dimostrato che il marketing virale se utilizzato in modo etico e consapevole può essere un veicolo per promuovere l’identificazione e la connessione emozionale, sostenendo l’individualità anziché l’omologazione sociale.

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