Simone Viburni.

Il potere degli archetipi: Jung, Hillman e il Marketing Archetipico

Un viaggio attraverso il Profondo Legame tra Psiche, Branding e Connessioni Emotive

Indice dei contenuti

Introduzione

Nel vasto panorama del marketing, gli archetipi, basati sul lavoro di C.G. Jung e James Hillman, offrono una mappa ricca di comportamenti umani, permettendo alle aziende di comprendere meglio le motivazioni e le aspirazioni dei consumatori e parlare alla loro Anima.
Questi archetipi, radicati nell’inconscio collettivo, svolgono un ruolo cruciale nella creazione delle strategie di branding.

Tra Jung e Hillman: breve Introduzione agli Archetipi

Carl Gustav Jung, fondatore della psicologia analitica, formulò l’idea che l’inconscio collettivo dell’umanità fosse composto da immagini e simboli universali noti come “archetipi”.
Questi archetipi sono essenzialmente modelli ricorrenti di comportamento, personalità e situazioni presenti nelle mitologie, nelle fiabe, nei sogni e nelle diverse culture nel mondo. Rappresentano il punto di incontro tra istinto e simbolo, tra spirito e materia, dove l’essere umano si congiunge con la totalità cosmica in cui è inserito. Unus Mundus(1)

James Hillman, psicoanalista, saggista e filosofo americano, ha ampliato questa prospettiva introducendo il concetto dell'”Anima Mundi”.
Questo concetto rappresenta l’idea che l’anima del mondo, incarnata dalla psiche stessa, esista sin dall’origine del nostro pianeta e comunichi attraverso ogni elemento dell’ambiente circostante.
In questo modo, l’Anima Mundi restituisce al mondo la sua essenza come abitazione dell’anima e come manifestazione della stessa.

Hillman sosteneva che gli archetipi non fossero solamente presenti nell’inconscio individuale, ma costituissero parte integrante dell’anima collettiva dell’umanità, influenzando così la psiche umana e le dinamiche sociali.
Inoltre, Hillman collegava strettamente il concetto di Daimon all’archetipo.
Una guida interiore in grado di plasmare il destino e lo scopo di un individuo.

Il Daimon in linea generale può essere visto come l’obiettivo intrinseco incarnato dall’archetipo stesso.

Connessione tra Archetipi e Marketing

Nel contesto del marketing, gli archetipi, sono utilizzati per comprendere meglio i desideri, i bisogni e i comportamenti dei consumatori.
I Brand e le campagne di marketing spesso si “sintonizzano” su archetipi specifici per creare connessioni emotive e parlare con l’Anima del proprio pubblico.

Per quanto il concetto degli archetipi sia estremamente vasto e complesso, possiamo esplorarli in modo sintetico e purtroppo riduttivo, ma utile a capire come i grandi Brand si siano “sintonizzati” su di essi per ricercare il proprio target di riferimento attraverso le loro campagne pubblicitarie.

Applicazione Pratica nel Marketing

Le strategie di marketing archetipico si concentrano sull’uso consapevole di questi archetipi per:

  1. Definire l’identità del marchio: Identificare l’archetipo principale aiuta a plasmare la personalità del marchio e a creare una connessione emotiva con il pubblico.
  2. Comunicare in modo efficace: Utilizzare narrazioni e immagini che evocano gli archetipi scelti in modo da costruire un’esperienza coinvolgente per i consumatori.
  3. Creare fedeltà al marchio: Gli archetipi possono creare un legame duraturo con il pubblico, poiché si basano su concetti e simboli radicati nell’inconscio collettivo.
  4. Differenziarsi dalla concorrenza: Un uso unico degli archetipi può distinguere un marchio dagli altri nel settore.

Gli Archetipi: Daimon, Punti di forza, Punti Deboli e Brand

L’elenco degli archetipi può variare a seconda delle interpretazioni e degli studiosi che ne discutono, poiché Jung stesso non ha fornito un elenco definitivo o rigido.
In questa descrizione, per quanto possibile ho voluto fornire la visione più vicina al lavoro di C.G. Jung.

  1. L’OMBRA:
    Daimon
    : Esplorare l’aspetto oscuro e represso della personalità per favorire l’integrazione.
    Punti di Forza: Confronto con la verità interiore, potenziale per la crescita personale.
    Punti Deboli: Rischio di comportamenti distruttivi o repressi se non affrontato.
    Esempi di Brand: Axe (Unilever), Harley-Davidson.

  2. L’ANIMA:
    Daimon: Esplorare l’aspetto femminile e inconscio nella psiche di un uomo.
    Punti di Forza: Sensibilità emotiva, connessione con la creatività e la cura.
    Punti Deboli: Rischio di instabilità se non integrata adeguatamente.
    Esempi di Brand: Dove, L’Oréal, Estée Lauder.

  3. L’ANIMUS:
    Daimon: Esplorare l’aspetto maschile e inconscio nella psiche di una donna.
    Punti di Forza: Razionalità, assertività, leadership.
    Punti Deboli: Rischi di comportamenti autoritari o di mancanza di empatia.
    Esempi di Brand: Gillette, IBM.

  4. Il SÉ:
    Daimon: Raggiungere l’integrità e la totalità della personalità.
    Punti di Forza: Senso di realizzazione, equilibrio, autenticità.
    Punti Deboli: Rischio di rigidezza eccessiva o di mancanza di flessibilità.
    Esempi di Brand: Apple, BMW, Rolex.

  5. L’EROE:
    Daimon: Affrontare sfide, superare ostacoli e raggiungere la grandezza personale.
    Punti di Forza: Determinazione, coraggio, aspirazione al successo.
    Punti Deboli: Rischio di comportamenti arroganti o eccessivamente competitivi.
    Esempi di Brand: Nike, Adidas, GoPro.

  6. LA MADRE:
    Daimon: Rappresentare la cura, la protezione e la guida.
    Punti di Forza: Compassione, empatia, senso di sicurezza.
    Punti Deboli: Rischio di diventare soffocante o iperprotettivo.
    Esempi di Brand: Johnson & Johnson, Huggies, Gerber.

  7. IL PADRE:
    Daimon: Simboleggiare l’autorità, la protezione e la disciplina.
    Punti di Forza: Forza, leadership, sicurezza.
    Punti Deboli: Rischi di comportamenti autoritari o di essere troppo severo.
    Esempi di Brand: Mercedes-Benz, Rolex, IBM.

  8. IL VECCHIO SAGGIO:
    Daimon: Rappresentare la saggezza, l’esperienza e la guida.
    Punti di Forza: Conoscenza, calma, pazienza.
    Punti Deboli: Rischio di diventare rigido o distante.
    Esempi di Brand: National Geographic, TED, Harvard.

  9. IL BAMBINO DIVINO:
    Daimon: Simboleggiare l’innocenza, la spontaneità e il potenziale creativo.
    Punti di Forza: Curiosità, creatività, senso di meraviglia.
    Punti Deboli: Rischio di essere ingenuo o capriccioso.
    Esempi di Brand: Disney, Nintendo.

  10. ETERNO FEMMININO:
    Daimon: Rappresentare l’eternità, la bellezza e il ciclo della vita.
    Punti di Forza: Grazia, intuizione, connessione con la natura.
    Punti Deboli: Rischio di essere troppo idealista o distante dalla realtà.
    Esempi di Brand: Chanel, Lancôme, Tiffany & Co.

  11. IL MAGO:
    Daimon: Incarnare l’aspetto giocoso, creativo e misterioso.
    Punti di Forza: Inventiva, umorismo, libertà.
    Punti Deboli: Rischio di essere instabile o non prendersi sul serio.
    Esempi di Brand: Ben & Jerry’s, Old Spice, M&M’s.

  12. IL NEMICO:
    Daimon: Rappresentare la figura dell’avversario, dell’ostacolo o della contrapposizione.
    Punti di Forza: Resilienza, sfida, determinazione.
    Punti Deboli: Rischio di generare conflitti e divisioni.
    Esempi di Brand: Apple vs. Microsoft, Coke vs. Pepsi, Burger King vs. McDonald’s.

In Sintesi

In questo viaggio attraverso il mondo degli archetipi e del marketing, ci siamo immersi nell’intricato tessuto della psiche umana e delle strategie di branding.
Attraverso gli occhi di Jung e Hillman, abbiamo scoperto come nel “lato marketing” i simboli e le immagini universali risuonino profondamente nel nostro subconscio, plasmando non solo le nostre decisioni di acquisto, ma anche il modo in cui percepiamo il mondo che ci circonda.

L’analisi delle dinamiche degli archetipi nel marketing non è solo un esercizio “commerciale”, ma un’affascinante incursione nell’inconscio collettivo che ci definisce. Ha il potere di spingerci oltre i confini della consapevolezza, invitandoci a esplorare il nostro io più profondo.

Come individui, siamo intrisi di simboli, miti e desideri che plasmano le nostre scelte e le nostre relazioni. L’uso consapevole degli archetipi nel branding può fungere da specchio per la nostra psiche collettiva, offrendoci la possibilità di comprendere meglio chi siamo e quale impatto vogliamo avere nel mondo.

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Note:

(1) Unus Mundus: …il mondo potenziale del primo giorno della creazione, quando nulla era ancora in actu, vale a dire nel Due e nella pluralità, ma era ancora Uno. L’unità dell’uomo, realizzata mediante un procedimento magico, significava per Dorneus la possibilità di effettuare l’unione con il mondo, non però con il mondo della molteplicità che noi vediamo, ma con un ‘mondo potenziale’, che corrisponde all’eterno fondamento di ogni esistenza empirica, allo stesso modo in cui il Sé è il fondamento e l’origine della personalità e comprende quest’ultima nel passato, nel presente e nel futuro (1955/1956, p. 533).

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